Bonjour, actuellement en terminale S, j'ai pris l'option d'Italien au bac qui approche à grand pas. Je me demandais donc si quelqu'un pouvait m'aider à corriger mes fautes sur la notion "spazi e scambi", que vois-ci:
Vado a presentare la nozione di spazi e scambi. Ma vorrei primo dare una definizione di questa: uno scambio è il fatto di dare e ricevere in ritorno. Può essere fisico o no, como uno spazio dove gli scambi sono fatto. Di conseguenza, le due parole sono inseparabile. Giacché possiamo includere il tema del flusso di persone alla nozione, possiamo chiederci come l’Italia affronta i movimenti migratori.
Primo, l’immigrazione in Italia inizia verso la fine degli anni 1970 e aumenta fortamente negli anni 90, con la chiusura delle frontiere nei paesi d’Europa del Nord che favorisce il flusso di migranti dai paesi extracomunitari del Maghreb e dai Balcani. Le penisola diventa contemporaneamente una porta d’ingresso e una base di transito. Dal 1993, il flusso migratorio diventa il solo responsabile della crescita della popolazione italiana.
Possiamo prendere per esempio i 27 000 migranti albanesi arrivarono il 7 marzo del 1991 quando l’Italia scopri de essere una terra promessa per loro. Fuggivano dalla crisi economica e dalla dittatura comunista in Albania per arrivare nel porto di Brindisi , a bordo di navi mercantili e di imbarcazioni di ogni tipo.
Per questi migranti, l’Italia rappresentava una “terra promessa” perche hanno guarduto i programmi televisi italiani che arrivavano nelle loro case in Albania, con film e talk show che discrivevano benessere e ricchezza e avevano contribuito a costruire quel sogno.
L’accoglienza fu difficile perche il paese non era preparato ad accogliere un esodo di quel tipo, con persone stramate e senza forze, affamate e assetate. Inoltre, il governo ebbe difficoltà per gestire l’emergenza umanitaria. Ma molti cittadini di Brindisi scesero in campo per fornire aiuti alimentari, vestiario e medicinali.
Poi, l’8 agosto 1991 attracò nel porto di Bari il mercantile partito da Durazzo con ventimila clandestini a bordo. Fu il secondo grande sbarco in Puglia.
Ma oggi, alcuni extracomunitari arrivono in Italia per sfuggire a guerra o torture, che non sono accompagnati, possono cadare nella trappola della delinqueza. Anche se esistono associazioni per aiudare a inserire questi giovani nella società italina, loro sono mal visti e bocciati per alcuni. Però questi devono ricordare che fu un’epoca quando gli immigrati erano gli italiani.
Si comincia a parlare di emigrazione dopo la formazione dell’Unita Italia, cioè nel 1870. In quel periodo, la popolazione era in continuo aumento mentre le risorse naturali erano scarse. Si trattava di emigrazione permanente verso gli Stati Uniti, il Brasile o l’Argentina, o temporanea verso i paesi dell’Europea centrale e occidentale. Dopo aver raggiunto il suo massimo nel 1913, il movimento si fermo durante la prima guerra mondiale. L’emigrazione riprese tra le due guerre e divenne anche politica con l’arrivo al potere di Mussolini nel 1922. Cesso naturalmente con l’avvento della seconda guerra.
Nella sua canzone “Ritals”, Gianmaria Testa evoca gli migranti italiani; d’altronde il titolo si rifere al soppranome dato, in senso peggiorativo, agli immigrati italiani.
Come lo cita, “l’amaro del partire” era uno degli sentimenti che accompagnavano la partenza dei migranti italini. Per di più, doverano affrontare molti altri difficoltà, come l’apprendimento di un’altra lingua, "prima della bicicletta" o "l'onta del rifiuto". Erano talcolta costretti di chiedere la carità per mangiare, como possiamo lo vedere nei versi 14 a 17, con "E sapevamo la pazienza - di chi non si può fermare - e la santa carità - del santo regalare", che rinforzava questo sentimento d'onta. Avevano abitari magri che non li permettevano di sentirsi a casa.
In realtà, nella questa canzone, il cantautore sottolineare l’amnesia degli italiani che possono, a volte, non essere molto accoglienti verso agli migranti che arrivano in Italia, mentre due generazione prima, lasciarano il loro paese per fuggire la povertà.
Per concludere, dopo avere stato un paese d’emigrazione, oggi l’Italia è un paese d’immigrazione : è diventata una terra promessa ma resta una terra chiusa per molti migranti che arrivano clandestinamente. L’immigrazione clandestina è una realtà quotidiana che riguarda sempre più paesi e governi, che devono affrontare questa problema con diplomazia. Di conseguenza, possiamo chierderci se l’immigrazione rappresanta un’opportunità o un problema per un paese.
Merci d'avance 🙂
Vado a presentare la nozione di spazi e scambi. Ma vorrei primo dare una definizione di questa: uno scambio è il fatto di dare e ricevere in ritorno. Può essere fisico o no, como uno spazio dove gli scambi sono fatto. Di conseguenza, le due parole sono inseparabile. Giacché possiamo includere il tema del flusso di persone alla nozione, possiamo chiederci come l’Italia affronta i movimenti migratori.
Primo, l’immigrazione in Italia inizia verso la fine degli anni 1970 e aumenta fortamente negli anni 90, con la chiusura delle frontiere nei paesi d’Europa del Nord che favorisce il flusso di migranti dai paesi extracomunitari del Maghreb e dai Balcani. Le penisola diventa contemporaneamente una porta d’ingresso e una base di transito. Dal 1993, il flusso migratorio diventa il solo responsabile della crescita della popolazione italiana.
Possiamo prendere per esempio i 27 000 migranti albanesi arrivarono il 7 marzo del 1991 quando l’Italia scopri de essere una terra promessa per loro. Fuggivano dalla crisi economica e dalla dittatura comunista in Albania per arrivare nel porto di Brindisi , a bordo di navi mercantili e di imbarcazioni di ogni tipo.
Per questi migranti, l’Italia rappresentava una “terra promessa” perche hanno guarduto i programmi televisi italiani che arrivavano nelle loro case in Albania, con film e talk show che discrivevano benessere e ricchezza e avevano contribuito a costruire quel sogno.
L’accoglienza fu difficile perche il paese non era preparato ad accogliere un esodo di quel tipo, con persone stramate e senza forze, affamate e assetate. Inoltre, il governo ebbe difficoltà per gestire l’emergenza umanitaria. Ma molti cittadini di Brindisi scesero in campo per fornire aiuti alimentari, vestiario e medicinali.
Poi, l’8 agosto 1991 attracò nel porto di Bari il mercantile partito da Durazzo con ventimila clandestini a bordo. Fu il secondo grande sbarco in Puglia.
Ma oggi, alcuni extracomunitari arrivono in Italia per sfuggire a guerra o torture, che non sono accompagnati, possono cadare nella trappola della delinqueza. Anche se esistono associazioni per aiudare a inserire questi giovani nella società italina, loro sono mal visti e bocciati per alcuni. Però questi devono ricordare che fu un’epoca quando gli immigrati erano gli italiani.
Si comincia a parlare di emigrazione dopo la formazione dell’Unita Italia, cioè nel 1870. In quel periodo, la popolazione era in continuo aumento mentre le risorse naturali erano scarse. Si trattava di emigrazione permanente verso gli Stati Uniti, il Brasile o l’Argentina, o temporanea verso i paesi dell’Europea centrale e occidentale. Dopo aver raggiunto il suo massimo nel 1913, il movimento si fermo durante la prima guerra mondiale. L’emigrazione riprese tra le due guerre e divenne anche politica con l’arrivo al potere di Mussolini nel 1922. Cesso naturalmente con l’avvento della seconda guerra.
Nella sua canzone “Ritals”, Gianmaria Testa evoca gli migranti italiani; d’altronde il titolo si rifere al soppranome dato, in senso peggiorativo, agli immigrati italiani.
Come lo cita, “l’amaro del partire” era uno degli sentimenti che accompagnavano la partenza dei migranti italini. Per di più, doverano affrontare molti altri difficoltà, come l’apprendimento di un’altra lingua, "prima della bicicletta" o "l'onta del rifiuto". Erano talcolta costretti di chiedere la carità per mangiare, como possiamo lo vedere nei versi 14 a 17, con "E sapevamo la pazienza - di chi non si può fermare - e la santa carità - del santo regalare", che rinforzava questo sentimento d'onta. Avevano abitari magri che non li permettevano di sentirsi a casa.
In realtà, nella questa canzone, il cantautore sottolineare l’amnesia degli italiani che possono, a volte, non essere molto accoglienti verso agli migranti che arrivano in Italia, mentre due generazione prima, lasciarano il loro paese per fuggire la povertà.
Per concludere, dopo avere stato un paese d’emigrazione, oggi l’Italia è un paese d’immigrazione : è diventata una terra promessa ma resta una terra chiusa per molti migranti che arrivano clandestinamente. L’immigrazione clandestina è una realtà quotidiana che riguarda sempre più paesi e governi, che devono affrontare questa problema con diplomazia. Di conseguenza, possiamo chierderci se l’immigrazione rappresanta un’opportunità o un problema per un paese.
Merci d'avance 🙂



